Totale raccolto
445.720 €
Progetti accolti
49
Progetti finanziati
43
Sostenitori
3.445
MSD Italia cofinanzia i progetti innovativi di chi ha a cuore la vita delle Persone.
MSD CrowdCaring ha come obiettivo quello di finanziare i migliori progetti relativi alla rimozione di tutte le barriere sociali e personali che possono limitare la vita quotidiana delle persone. Per migliorare la quotidianità e renderci gli uni più vicini agli altri.

Progetti in In corso

Coming soon
Call women support
Pubblicazione: 08 novembre - 18 dicembre
Merck & Co, nota al di fuori di USA e Canada come MSD, è una multinazionale americana leader nel settore farmaceutico da quasi 130 anni. Anni di continue scoperte grazie alle quali ha rivoluzionato i paradigmi terapeutici per decine di patologie, migliorando la qualità di vita di centinaia di milioni di Persone nel mondo. MSD Italia opera nel nostro Paese dal 1956 attraverso una filiera integrata che prevede solidi investimenti in ricerca, attività produttive e commerciali.
MSD CrowdCaring 2021 è attenta ai temi della diversità e dell’inclusione; vuole promuovere tutte quelle idee e quei progetti che abbiano il fine di favorire, a beneficio della collettività, la rimozione di tutte le barriere sociali e personali che possono limitare la via quotidiana delle persone, promuovono la cultura dell’attenzione agli altri e dell' inclusione. I progetti selezionati che raggiungono gli obiettivi di “finanziamento dal basso” attraverso il crowdfunding, accedono ad un co-finanziamento da parte di MSD Italia nel ruolo di “Mentor”, per un massimo di 5.000€ e secondo le modalità inserite nel Regolamento.
MSD Italia si prefigge l’obiettivo di finanziare i migliori progetti relativi alle rimozione delle barriere, per aiutare la quotidianità delle persone senza che la disabilità, la malattia, il colore della pelle, l’età o alcuna forma di diversità o di condizione possano costituire un limite alla loro vita; vuole inoltre promuovere la cultura dell’attenzione agli altri e dell’inclusione sociale. Gli ambiti dei progetti sono i seguenti: 1. Disabilità 2. Next generation 3. Supporto alle Donne.

Scarica qui l’informativa MSD Crowdcaring sul trattamento dei dati personali e l’autocertificazione a completamento della documentazione:
Altri progetti
Un Pop-Up Insuperabile!

Di cosa si tratta

Un Pop-Up Insuperabile! è un progetto mirato all'apertura di uno shop di abbigliamento, all’interno del Centro Commerciale LeGru di Torino, grazie all'acquisto di una struttura apposita: come quella di uno stand ma più strutturata e a forma di stadio. L'obiettivo primario del progetto è la promozione della completa inclusione della persona con disabilità attraverso l'inserimento lavorativo di 4 Atleti Insuperabili a rotazione ogni sei mesi.  Infatti, le persone con disabilità, soprattutto se legata alla sfera cognitivo-relazionale, sono tra le meno incluse nei settori lavorativi e per molti dei nostri Atleti la possibilità di avere un futuro in questo senso è remota.

Per noi, la vendita dell'abbigliamento non è una novità. Nel 2016, in Via Montevideo a Torino, aprivamo l'Insuperabili Shop finalizzato all'inserimento lavorativo dei nostri ragazzi. Purtroppo, essendo a tutti gli effetti un'attività commerciale, lo Shop aveva dei costi di gestione che causa pandemia non siamo più riusciti a sostenere: per tale ragione abbiamo chiuso il negozio nel 2020, convertendo l'attività in e-commerce,  avendo questa costi di gestione minori, ed inserendo i nostri Atleti nel lavoro di magazzino e logistica.

Il Pop-Up Insuperabile rappresenta l'opportunità di avere nuovamente un luogo fisico all'interno del quale poter far lavorare i nostri Atleti e permettergli di:

- Imparare un lavoro: vendita diretta, contatto col cliente, supporto ai pagamenti, pulizia, riordino del negozio e gestione del magazzino

- Ricevere supporto diretto grazie all'affiancamento costante del Responsabile del Pop-Up, del Disability Manager e del Supervisore Psico-educativo

- Ricevere un rimborso che gli permetta di percepirsi autonomi 


Come verranno utilizzati i fondi

Le risorse messe a disposizione saranno utilizzate per la realizzazione dell'ambiente fisico ovvero l'hardware del progetto: la costruzione e l'arredo del Pop-Up. 

Nello specifico i fondi raccolti ci permetteranno di coprire il costo legato all’implementazione della struttura fisica, realizzata con americane e pannelli, che verrà montata all’interno del Centro commerciale Le Gru Di Torino. Sarà come costruire uno stand ma in modo più strutturato, per renderlo il più possibile simile ad vero negozio pur contenendo i costi. 

Inoltre, una parte dei fondi ci servirà per l'arredo interno del Pop-Up che avrà uno stile tutto Insuperabili per permettere ai nostri ragazzi di lavorare in un ambiente che rispecchia la loro passione: il calcio.

Chi c'è dietro al progetto

Insuperabili Onlus dal 2012 promuove Scuole Calcio volte a ragazzi con disabilità cognitiva, relazionale, affettivo emotiva, comportamentale, fisica, motoria e sensoriale aperte a bambini, dai 5 anni, ragazzi e adulti.

In 8 anni abbiamo inaugurato 16 Sedi su tutto il territorio nazionale con un totale di 650 Atleti iscritti e 250 Coach professionisti che scendono in campo ad allenarli.

Il nostro focus è la Scuola Calcio, ma ai nostri ragazzi non serve solo lo sport. 

Crediamo nella disabilità che diventa abilità, nella risorsa che colma il limite, nella diversità che diventa ricchezza e nella completa integrazione sociale della persona.

Insuperabili Onlus promuove un cambiamento culturale rispetto alla percezione della disabilità classicamente pensata come debolezza, con conseguente scarsa inclusione sociale e qualità di vita.

Il cambiamento è però un processo complesso che richiede tempo: affinché avvenga è necessario alimentarlo costantemente attraverso azioni concrete e quotidiane.

La nostra attività ha il fine di sostenere tale cambiamento e i nostri progetti, grazie alla loro diversa struttura, contribuiscono a potenziare una dimensione specifica della persona per la promozione di una sua completa integrazione e un aumento della qualità di vita.

Finanziato
10.065 € Raccolti
Senzabarriere.app

Di cosa si tratta

Senzabarriere.app è un progetto innovativo, pensato per andare incontro alle esigenze di chi ha problemi di accessibilità. L’idea, è quella di mettere a disposizione degli utenti interessati, uno strumento per scegliere più liberamente luoghi di interesse, ristoranti, pub e più in generale attività commerciali pubbliche e private, senza incappare in brutte sorprese.

Inoltre, andrà a sensibilizzare tutti i commercianti e a rendere il proprio locale accessibile a tutti. 

Per utilizzare l'app basta registrarsi tramite un questionario personale, che permette di creare un avatar personalizzato. Ci sono diversi filtri che permettono di scegliere delle categorie a seconda del proprio bisogno personale. 

L’APP, la cui struttura seguirà gli standard visivi e di navigazione adottati sulle maggiori piattaforme inerenti al settore turistico, di mobilità e di accessibilità (Google Maps, Tripadvisor ecc.), consentirà di visualizzare la cartina della zona con i vari punti di interesse e sarà possibile scegliere, all’interno del database costituito dagli esercizi aderenti, la struttura più idonea all’utente in base ai servizi offerti, utili a una persona.

Per la realizzazione del progetto l’associazione si avvale del sostegno di realtà di primario spessore del nostro territorio con Ortopedia Michelotti, oltre al patrocinio della Provincia di Lucca, Comune di Lucca e del Comune di Capannori.

Della mappatura di tutti gli esercizi pubblici e privati della provincia di Lucca si occuperanno invece gli studenti degli Istituti ITS Fermi-Giorgi, ISI Pertini e Nottolini di Lucca e il liceo Carducci di Viareggio, che collaboreranno con l’associazione secondo la modalità didattica prevista dai Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, effettuando tale attività, limitatamente al comune di Lucca.

L’iniziativa e il progetto vengono quindi portati avanti dall’associazione senza scopi di lucro, non essendo presenti implicazioni commerciali o economiche dalle quali possano derivare ricavi o proventi a nostro favore, ma il cui scopo è esclusivamente quello di creare valore per il nostro territorio, perché questo possa divenire più accessibile per tutti, sia per chi lo vive che per chi vorrebbe conoscerlo.

Come verranno utilizzati i fondi

Il nostro obbiettivo è espandere il servizio in tutte le province italiane, aiutando così più persone possibili.

I fondi verranno utilizzati per:

- mappare i vari comuni all'interno della nostra applicazione;

- formare le associazione che aderiranno al nostro progetto;

- sostenere le spese per la ricreazione con gli studenti;

- strutturare e acquistare il materiale pubblicitario per promuovere il servizio.

Chi c'è dietro al progetto

L’Associazione Luccasenzabarriere Onlus nasce nel 2017 a Lucca e si impegna a formare tutte le associazioni che vogliono portare avanti progetti comuni come la realizzazione di Senzabarriere App, lasciando loro libera autonomia.

L'associazione  nasce  da un’idea dettata dall’esigenza di rispondere alle molteplici necessità che oggi un disabile può avere muovendosi sul territorio.

Un' esperienza vissuta insieme ad i nostri associati, la forza dei nostri volontari e studenti.

Entra a far parte del nostro progetto!

Finanziato
7.120 € Raccolti
Coltiviamo il futuro

La Fattoria Ca'Leido: luogo di incontri, lavoro e amicizia

Dal 2014 la Fattoria, adiacente al Centro Autismo Ca’Leido in Provincia di Treviso, rende felici i bambini affetti da autismo e crea opportunità di lavoro per i giovani adulti con autismo.

La fattoria aiuta ad aumentare molte capacità pratiche e relazionali dei ragazzi, tramite i laboratori artigianali correlati al lavoro agricolo come ad esempio la fabbricazione e il tinteggio di cassette in legno, la raccolta mondaggio ed invasamento delle verdure, I laboratori artistici e di cucina.

Nel 2015 abbiamo aperto anche un Ca’negozio per la vendita degli ortaggi freschi e conservati della nostra Ca’Fattoria. Il Ca’negozio è un altro prezioso luogo di abilitazione per i ragazzi con autismo.

Il progetto “coltiviamo futuro” aiuta ben 11 ragazzi autistici a lavorare e si esplica nell’acquisto dei beni materiali necessari al buon funzionamento della Ca’ Fattoria e per inserire nel lavoro agricolo ed artigianale più giovani con disabilità.

 Nel 2021 dobbiamo realizzare 4 grandi serre, seguirà l’allestimento dell’impianto elettrico e la messa in funzione delle nuove serre; inoltre ci serve una zappatrice.

Obiettivi da raggiungere grazie alle serre:

  • Maggior produzione di ortaggi e aumento del periodo produttivo
  • Più varietà nel lavoro e maggior numero di ragazzi coinvolti
  • Aumento del livello estetico della fattoria: migliore visione di panorama ed animali.
  • Semplificazione della logistica esterna : lavoro esterno non più diffuso su molti ambienti.
  • Aumento della qualità dell’ambiente di lavoro esterno (molte lavorazioni verranno effettuate all’interno delle serre dove c’è luce e un clima più mite).
  • Creazione di una sala didattica per le scolaresche in visita: sensibilizzazione sull’autismo.
  • Spazio per il vivaio: non sarà più necessario acquistare le piantine ma saremo autosufficienti.

Come utilizzeremo i fondi raccolti

Il raccolto della campagna di crowdfunding ci permetterà di:

  • smontare 4 serre e trasportarle in sede,
  • ri-montare le serre.
  • montare la copertura delle serre,
  • acquistare una zappatrice.

Chi c'è dietro al progetto

Nasciamo e lavoriamo con lo scopo di favorire l’inclusione sociale e la realizzazione umana di persone svantaggiate per diverse ragioni: emarginazione sociale, nuove povertà, disabilità e problemi legati alle dipendenze.

Ca’Leido è parte integrante di Sonda SCS ONLUS ed è il settore dedicato ai bambini e giovani adulti con autismo.

In comunità Ca’Leido dal 2014 c’è anche una bellissima Fattoria sociale e didattica. Ogni giorno lavoriamo intensamente per insegnare a bambini e ragazzi le abilità necessarie per l’autonomia: questo aumenta moltissimo la loro sicurezza ed autostima. Miriamo al raggiungimento della massima autonomia possibile per ogni bambino e ragazzo della comunità, con conseguente miglioramento della loro qualità di vita, oltre che della serenità dell’intera famiglia.

Attualmente Ca’leido accoglie 60 famiglie di bambini e ragazzi con autismo.

Il metodo adottato è aderente alle linee guida nazionali, monitoriamo con strumenti oggettivi i risultati raggiunti ed adottiamo un metodo scientifico. Lavorare intensamente e con metodi validati dalle linee giuda nazionali permette di aumentare in maniera significativa le opportunità di abilitazione e di integrazione sociale delle persone affette dai gravi ed invalidanti disturbi dello spettro autistico.

Finanziato
10.100 € Raccolti
W La Scuola

Dispersione scolastica: Cos’è e chi colpisce

Dispersione scolastica è il temine che si usa per parlare di tutte quelle problematiche che impediscono a bambini e ragazzi di iniziare o completare la scolarizzazione.

Detta così sembra qualcosa di lontano, che non ci riguarda oppure un problema di cui solo i grandi si possono occupare. In realtà non è così! La dispersione scolastica riguarda i giovani e dai giovani si può partire per contrastarla.

La dispersione scolastica è soprattutto una grande ingiustizia. Infatti, sono proprio i bambini e ragazzi più soli e in difficoltà quelli più a rischio. Troppi sono i giovani che non riescono a seguire le lezioni con regolarità perché non hanno i mezzi necessari e/o perché demoralizzati e convinti che la scuola non faccia per loro.

Noi Giovani per la Pace vogliamo fare nostro il bisogno di scuola di tanti bambini e ragazzi che vivono nelle periferie delle nostre città e attivarci per aiutarli a completare con successo gli studi. Con l’inizio della pandemia, poi, la situazione si è ulteriormente aggravata.

Da qui la necessità di intervenire con urgenza, per limitare il rischio di dispersione e aiutare bambini e ragazzi rimasti in dietro a recuperare i mesi di scuola persi.

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La Scuola della pace: una proposta semplice ma essenziale

I Giovani per la Pace (e la Comunità di Sant’Egidio) si impegnano da sempre per sostenere nello studio i minori più fragili. Questo perché siamo convinti che la scuola sia fondamentale nelle vite di bambini e ragazzi. Oltre allo studio, infatti, è nella socializzazione con i compagni di classe che si impara ad includere e rispettare l’altro e si gettano le basi per diffondere la cultura della pace e della solidarietà.

È proprio dalla convinzione che la scuola debba essere inclusiva e accessibile a tutti, che nascono le Scuole della Pace, doposcuola gratuiti dove i bambini possono studiare, imparare cose nuove e divertirsi grazie all’affetto e alla simpatia dei loro amici più grandi.

Durante la pandemia le Scuole della Pace sono rimaste aperte, anche in estate, sempre nel rispetto delle norme anti-Covid. Grazie all’aiuto di tanti giovani volontari abbiamo organizzato servizi di aiuto compiti online e attivato sportelli per aiutare le famiglie a rimanere in contatto con le scuole.

Con la ripresa delle lezioni e il graduale ritorno ad una scuola in presenza vogliamo continuare a restare accanto ai nostri bambini, preparando per loro ambienti accoglienti, attrezzati dove poter studiare ma anche giocare e crescere insieme. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!

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Come verranno utilizzati i fondi

Insomma, siamo giovani ma insieme possiamo fare la differenza. Lo abbiamo capito guardando i volti dei nostri bambini, felici di poter imparare cose nuove e di avere amici più grandi con cui condividere i loro traguardi.

Noi ci mettiamo il nostro tempo e il nostro impegno, ma abbiamo bisogno anche del tuo aiuto! Con le donazioni raccolte renderemo più belle e accoglienti le nostre Scuole della Pace

  • Acquistando materiale scolastico
  • Attivando servizi di trasporto per permettere a bambini che vivono in aree periferiche di raggiungere la Scuola della Pace più vicina
  • Mettendo a disposizione postazioni informatiche e web

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Chi c'è dietro al progetto: noi Giovani per la Pace

Il movimento Giovani per la Pace nasce negli anni 2000 nello spirito della Comunità di Sant’Egidio. È formato da ragazze e ragazzi, di età compresa tra i 14 e 30 anni, che in molte città italiane e del mondo si impegnano concretamente per migliorare i quartieri in cui vivono.

Ma come si fa a cambiare la propria città quando si è giovani? La proposta dei Giovani per la Pace è semplice: essere amico di chi è povero. Una società che lascia ai margini chi è più fragile, infatti, è una società fredda, inospitale in cui anche i giovani fanno fatica trovare il loro posto.

Ecco allora che fare compagnia ad un anziano solo, insegnare a leggere ad un bambino in difficoltà, portare la cena a chi vive per strada diventano gesti importanti. Un modo alternativo di spendere il proprio tempo, diffondendo una cultura di solidarietà e amicizia che salva chi è solo e fa riscoprire a chi aiuta la bellezza dello stare insieme.

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Un progetto a cura di

giovaniperlapace

Noi Giovani per la Pace siamo un movimento di giovani legato alla Comunità di Sant’Egidio. Siamo ragazze e ragazzi concretamente impegnati a migliorare le nostre città e scuole diffondendo una cultura della pace e della solidarietà a partire dai poveri, dai bambini, dagli anziani, da chi è solo senza una casa.

 

Finanziato
8.320 € Raccolti
NoWalls Young

Contro il razzismo e per l'inclusione, puntiamo sui teenager

Siamo partiti da una domanda: come possiamo mettere le basi per costruire una comunità accogliente dove vivere in modo pacifico, abbattendo il razzismo che ancora resiste e favorendo l'inclusione delle persone straniere a Milano? La risposta è stata NoWalls Young! Il nostro progetto, infatti, ha due grandi obiettivi.

 

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Il primo obiettivo è fare incontrare e interagire studentesse e/o studenti del liceo linguistico Manzoni di Milano con altrettanti Minori Stranieri Non Accompagnati arrivati soli in Italia e che non hanno modo di incontrare loro coetanei italiani. Il gruppo parteciperà a un laboratorio multiculturale in cui la musica sarà lo strumento per conoscersi e divertirsi insieme. Guidati da un nostro volontario tecnico del suono e da un educatore professionista che usa il rap per costruire relazioni, il gruppo inizierà con l’esplorare ciò che la musica rappresenta all'interno delle diverse culture per poi, tramite strumenti e appositi software, permettere l'effettiva produzione di brani o brevi componimenti, simbolo e metafora a livello artistico di quello che potrebbe essere un reale processo multiculturale e di integrazione. 

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Il secondo obiettivo, che realizzeremo nel secondo anno di progetto, mira a dare alle ragazze e ai ragazzi del Liceo Manzoni e ai Minori Stranieri Non Accompagnati gli strumenti per imparare a pensare, strutturare e realizzare un progetto sociale. Guidato da esperti del settore e da un'educatrice specializzata in progettazione, il gruppo parteciperà a un laboratorio che aiuterà ragazze e ragazzi a trovare il tema su cui avviare la progettazione delle attività, per poi scrivere il progetto e pensare e realizzare una strategia comunicativa e di raccolta fondi. Si passerà infine all'azione: quanto è stato pensato e strutturato, sarà realizzato e restituito alla scuola. Potrà essere uno spettacolo, una gita, un intervento per imbiancare o colorare i locali del liceo: lo decideranno i ragazzi, italiani e stranieri, insieme. Insieme, infatti, è la parola chiave: solo insieme e puntando sui più giovani si può costruire un futuro migliore.

Da Unire a NoWalls Young

NoWalls Young nasce da un progetto precedente, Unire - Universi in Rete, con cui abbiamo vinto insieme ad altre tre associazioni un bando della regione Lombardia. Grazie a quel progetto, abbiamo iniziato a lavorare, sempre nel liceo linguistico Manzoni, per favorire l'incontro tra MSNA e loro coetanei italiani. Da quell'esperienza abbiamo imparato quanto sia importante attivare i più giovani su temi quali l'inclusione e come sia naturale e fertile il loro incontro con la diversità. I teen ager sono molto più aperti a riconoscere quante somiglianze ci sono là dove si è apparentemente diversi: una volta riuniti in una classe per imparare insieme qualcosa di nuovo (per esempio a usare gli strumenti del videomaking), ragazze e ragazzi, italiani o stranieri, hanno iniziato a parlarsi fitto fitto, a ridere insieme, a farsi domande, scambiarsi video e messaggi sui social. A noi, che eravamo pronti a facilitare, incoraggiare, suggerire, è bastato guardare e gioire di quelle scintille di amicizia che scoppiettavano davanti a noi. 

Come useremo i fondi

I fondi che raccoglieremo grazie alla tua generosa donazione e al sostegno di MSD ci serviranno:

·       a pagare gli esperti coinvolti: da sempre NoWalls chiama professionisti che, affiancati dai nostri volontari, rendono tutto ciò che facciamo più efficace;

·       a comprare strumenti (tastiere, microfoni, tab) e software per il laboratorio musicale multiculturale;

·       ad acquistare il materiale (pennarelli, cartelloni, post it, cappelli di colore o foggia diversa) per il laboratorio "Cappelli per pensare" che si realizzerà il secondo anno di progetto;

·       a sostenere il progetto che i ragazzi immagineranno nel secondo anno.

Se dovessimo raccogliere una cifra maggiore di quanto strettamente necessario per questa edizione, proporremmo il format NoWalls Young anche ad altre scuole di Milano. Non vediamo l'ora.

Chi siamo

Nowalls è un'associazione di volontariato che ha come obiettivo l’inclusione degli stranieri - immigrati, rifugiati, richiedenti asilo, Minori Stranieri Non Accompagnati – nel territorio di Milano.

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Nata nel 2016 come scuola di italiano per richiedenti asilo in un Centro di accoglienza, nel corso degli anni ha arricchito il suo terreno di intervento:
- abbiamo avviato corsi di alfabetizzazione in altri Centri di accoglienza, in diverse biblioteche comunali milanesi e in una scuola elementare (Bacone) dove abbiamo insegnato l’italiano alle mamme degli scolari di origine straniera;
- abbiamo creato un apprezzato doposcuola in tre scuole medie milanesi e in un centro di accoglienza per famiglie;
- ci siamo dedicati a un’azione di sensibilizzazione sul tema del volontariato e della relazione con la diversità in vari istituti scolastici di Milano (medie e superiori);
- abbiamo dato vita a una squadra di calcio, la NoWalls Internazionale fc (ora YouSport), dove giocano insieme ragazzi italiani e stranieri, convinti che lo sport sia un potentissimo motore di inclusione;
- con il progetto Turisti Senza Muri accompagniamo i nostri studenti a scoprire le ricchezze culturali di Milano.

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Nel 2020 è partito anche un nuovo progetto Mi Trovo Un Lavoro, che chiude il cerchio dell’inclusione, perché mira a rendere autonomi gli stranieri nella ricerca di un lavoro attraverso un percorso di formazione e tutoraggio personalizzato di due mesi. 

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Come lavoriamo

Ciò che distingue l'approccio di NoWalls è l’impegno a fornire il massimo supporto ai nostri sempre più numerosi volontari (ormai siamo intorno ai 150!) in termini di formazione continua e specializzata secondo i progetti, per rendere il loro intervento il più efficace possibile. 

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Seguici!

Ci piace raccontare quello che realizziamo perché ci riteniamo fortunati a fare ciò che facciamo e la fortuna va condivisa!

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Un progetto a cura di

NoWalls

Dal 2016 ci occupiamo di inclusione degli stranieri a Milano. Siamo partiti con l'insegnamento dell'italiano, poi abbiamo creato decine di nuovi progetti che avevano al centro la cultura, lo sport, la musica, la sensibilizzazione. Ci siamo occupati di adulti, di teenager e anche di bambini. Siamo entrati in centri di accoglienza, in biblioteche, in spazi condivisi, in scuole di vario grado. Perché a noi i muri non piacciono e accogliamo ogni sfida per diffondere lo spirito dell'inclusione e combattere il razzismo.

Non finanziato
2.510 € Raccolti
La canoa è INCLUSIONE: il Reno accessibile a tutti!

Di cosa si tratta

La canoa è uno sport inclusivo, divertente, sicuro e accessibile: da anni infatti il Canoa Club Bologna è impegnato in corsi per consentire la pratica di questa attività alle persone diversamente abili.

Tanti sono stati i successi che la società ha raggiunto, come la partecipazione alle Paralimpiadi di Rio 2016 e la qualificazione alle Paralimpiadi di Tokyo 2020 di Federico Mancarella, affetto da spina bifida, o i numerosi titoli di Campionessa Italiana in paracanoa Slalom di Luciana Bonaiuti, atleta non vedente.


Tuttavia, come spesso accade, il vero ostacolo è rappresentato dalle barriere architettoniche, che complicano enormemente l'approccio a questo sport: tra queste, la più importante e più gravosa è sicuramente l'accesso al fiume dove si svolge l'attività di canoa.

Al momento, infatti, la società dispone di un pontile galleggiante collegato alla riva da una passerella: si tratta di una soluzione che male si adatta alle esigenze di persone diversamente abili.
Gli istruttori del Canoa Club Bologna sono infatti costretti a cercare soluzioni che permettano a questi atleti di entrare in canoa in sicurezza.

Con il progetto "La canoa è INCLUSIONE: il Reno accessibile a tutti!il Canoa Club Bologna vuole quindi risolvere il problema dell'accesso al fiume, costruendo un nuovo sistema di imbarco più accessibile, e potenziare le attività e i corsi rivolti alle persone diversamente abili, forti finalmente degli strumenti necessari a sostenerle.

Sarà finalmente possibile permettere ad atleti e persone disabili di effettuare gratuitamente escursioni e/o lezioni in canoa doppia con istruttore o in canoa doppia con proprio accompagnatore, seguiti da istruttore in canoa singola, sul fiume Reno, con importanti benefici quali:

  • inclusione e inserimento in una realtà sociale;
  • stimolare, accrescere e recuperare la gestualità, l’equilibrio psicofisico e la fiducia nei propri mezzi;
  • fare nuove esperienze motorie;
  • riscoprire il fiume e la natura che lo circonda e l’importanza della cura di questo ambiente naturale;
  • conoscere altre persone e far conoscere maggiormente il mondo della disabilità ai normodotati e condividere esperienze sportive che facciano crescere la nostra società.

Come verranno utilizzati i fondi

I fondi raccolti verranno utilizzati per adeguare e ristrutturare il pontile di imbarco presso la nostra sede fluviale perchè sia fruibile anche da persone diversamente abili.

Nel 2019 una piena rovinosa ha distrutto il pontile che acquistato da poco appositamente per favorire l'attività delle persone disabili: siamo stati costretti a sostituirlo con un altro modello, costituito da moduli componibili, più piccolo e quindi più instabile. 

Con i fondi raccolti ingrandiremo quindi l’attuale pontile e interverremo sulla passerella di accesso, che lo collega alla riva, per predisporlo strutturalmente a consentire una più agevole entrata ed uscita dalla canoa per le persone diversamente abili.

I fondi saranno anche utilizzati per potenziare l'attività e i corsi proposti per i disabili, per rimborsare gli istruttori federali che si occuperanno dell’accompagnamento e della sicurezza durante le lezioni e/o escursioni in fiume e per sostenere le eventuali spese di disinfettanti per la sanificazione delle attrezzature utilizzate e dei servizi e per l’acquisto di materiale anti-contagio.

Chi c'è dietro al progetto

Il Canoa Club Bologna è la prima società di canoa in Emilia Romagna per associati e titoli ottenuti e si occupa di promozione di attività sportiva, avviamento allo sport, attività agonistica e turistica amatoriale, per normodotati, per diversamente abili e soggetti socialmente fragili.

Attività

  • Corsi di canoa ed escursioni
  • Attività agonistica giovanile e di eccellenza nella Paracanoa, nella canoa Slalom e Polo
  • Collaborazione con scuole/enti per diffondere il nostro sport
  • Organizzazione eventi (30 edizioni di gare di canoa slalom, 8 Campionati Italiani Paracanoa, 22 Tornei Internazionali canoa polo, raduni turistici per soci amatori)

Risultati

Da anni primeggiamo in Italia e all'estero con atleti diversamente abili e normodotati e facciamo attività con decine di ragazzi e bambini: siamo infatti una delle poche società italiane che fornisce agli atleti, oltre 50, attrezzature e kayak per gareggiare.

Nell’ultimo decennio i nostri atleti hanno conquistato decine di titoli di Campione Italiano e partecipato e conquistato medaglie a Campionati Europei, Campionati e Coppa del Mondo, Olimpiadi di Londra e Paralimpiadi di Rio de Janeiro.

Diversamente abili e normodotati, da sempre assieme, si sono integrati e hanno formato un team vincente, stimolandosi e aiutandosi gli uni con gli altri per superare le barriere e gli ostacoli e raggiungere risultati di prestigio, non solo sportivi, ma anche di condivisione di valori, di sacrificio.

Luciana Bonaiuti, non vedente, più volte Campionessa Italiana di Canoa Slalom nel K1 Senior B1 con guida; pratica anche canoa turistica in canoa doppia con accompagnatore.

Federico Mancarella, affetto da spina bifida, oltre 30 titoli di Campione Italiano, vari secondi e terzi posti a Campionati Europei, Mondiali e Coppa del Mondo, 5° a Rio de Janeiro. Con 2° posto ai Mondiali 2019 si è qualificato per le Paralimpiadi di Tokyo 2020.

Dal 2010 al 2019: 

  • sempre al 1° posto nella Classifica Nazionale di Canoa Slalom della Federazione Italiana Canoa Kayak;
  • sempre classificati nelle prime 10 società per punti ottenuti nelle varie specialità agonistiche della Federazione Italiana Canoa Kayak (salvo 12° posto del 2010).

Dal 2007 al 2019: 7 volte Campioni Italiani di Società di Canoa Slalom della Federazione Italiana Canoa Kayak, 5 volte al 2° posto, 1 volta al 3° posto.

Finanziato
10.450 € Raccolti
Non vedo l'ora di pedalare!

Non vedo l'ora di pedalare!

Con il progetto “Non vedo l’ora di pedalare!” la Scuola Italiana Sci Scie di Passione vuole continuare a perseguire l’obiettivo dell’inclusione attraverso la pratica sportiva e l’offerta di esperienze turistiche accessibili.

Per una persona ipovedente o non vedente è davvero raro arrivare in una località turistica e trovare mezzi e personale dedicati per lo svolgimento di un attività sportiva come la Mountain Bike, funzionale e piacevole dal punto di vista motorio e straordinario mezzo per andare alla scoperta del territorio dove ci trova. Questo comporta che una persona con queste necessità debba escludere a priori la possibilità di godere di questa esperienza oppure organizzarsi autonomamente, cosa non semplice per l’ingombro dei mezzi da trasportare in questione.

Grazie all’acquisto di n° 2 Tandem MTB a pedalata assistita ed alla presenza di Guide Specializzate vogliamo offrire la possibilità di pedalare immersi nella natura anche a persone non vedenti, ipovedenti o con disabilità che non consentono di utilizzare la bicicletta in autonomia. L’offerta  stabile di questo servizio sul territorio di Folgaria – Alpe Cimbra consentirà a tutti i turisti che ne avranno la necessità ed il piacere, di poter organizzare la propria vacanza includendo anche questa attività caratteristica per i mesi “senza neve”, in compagnia di famigliari o amici, con la guida attenta di maestri specializzati.

Con il progetto “Non vedo l’ora di pedalare!” desideriamo riproporre un approccio turistico-organizzativo che in questi dieci anni di attività è stato molto apprezzato in ambito sciistico e con altre attività estive, rispondendo concretamente alle numerose richieste che ci arrivano e colmando così una carenza ad oggi troppo importante per essere ignorata.


Acquistare n° 2 Tandem MTB a pedalata assistita

Grazie al contributo di € 10.000/00 riusciremo ad acquistare n°2 Tandem MTB a pedalata assistita ideali per accompagnare persone ipovedenti, non vedenti o con disabilità cognitivo-relazionali che non hanno modo di utilizzare la bicicletta in autonomia.

Scuola Italiana Sci "Scie di Passione"

Scie di Passione, dieci anni di impegno per lo sport inclusivo.

Autostrada fino a Rovereto, poi su, velocissimi, direzione Folgaria, i maestri della Scuola Italiana Sci “Scie di Passione” vi aspettano a Passo Coe. Sci alpino, fondo, snowboard e ciaspole. Corsi e lezioni e per tutti i livelli, eventi e organizzazione gite per gruppi e scuole, insomma, SPORT, EMOZIONE, NATURA e DIVERTIMENTO davvero per tutti! Una Mission portata avanti con passione dal 2011, a Passo Coe la disabilità è normalità: dieci posti auto comodi e riservati, locali accessibili e con servizi appositi, piste da sci ideali per ogni livello, il tutto immerso in un’incantevole cornice baciata dal sole per tutto l’arco della giornata. Poi ci sono i Maestri, preparati ad accompagnare veramente tutti sulla neve, con oltre dieci attrezzi tra Monosci e Dualsci, adatti ad ogni tipo di caratteristica fisica e disabilità. Non solo sci…Grazie al Bass Board, uno snowboard speciale, si può godere anche delle emozioni che solo la tavola sa regalare! Oltre a questi strumenti la scuola offre competenze ed appositi ausili per sciare con persone ipovedenti e/o standing. Nel corso questi anni più di cento carrozzine hanno messo le ruote sulla neve di Passo Coe e in tantissimi hanno iniziato a sciare con i Maestri di Scie, in maniera sicura e divertente con obiettivo l’autonomia …Quanto prima possibile! Se piace di più il relax dei boschi al posto della velocità in pista, con Scie si può praticare anche lo Sci di fondo, anche questo totalmente accessibile. 

E così, in modo semplice ed accessibile, a Folgaria tutti possono vivere la neve in totale libertà!

Non solo neve…Anche d’estate, o nelle altre stagioni, Scie vi aspetta a Folgaria con escursioni a piedi, bike e molte altre attività, naturalmente 4ALL! Dal 2018 viene sviluppato il progetto MONTAGNA 4ALL basandosi sullo schema organizzativo invernale per riuscire a far praticare attività sportiva e far godere delle bellezze dell’Alpe Cimbra a più persone possibili. Tra gli ausili a disposizione si può già utilizzare una Joelette, una Handbike e due Klaxon Klick Monster.

Che si tratti di neve o di montagna in generale, 4ALL non vuole essere solamente uno slogan, ma un impegno quotidiano per continuare a lavorare sull’inclusione attraverso la pratica sportiva e sull’offerta di esperienze turistiche accessibili ad una platea sempre più ampia di persone.

Finanziato
10.270 € Raccolti
Il Laboratorio delle Storie

Panoramica

Scampia, una periferia inserita a sua volta in un’altra periferia. Una specie di Sud nel Sud. Un luogo, tristemente famoso soltanto per la criminalità dilagante e il degrado urbano.

Con lo scoppio della pandemia, la situazione socio-culturale è diventata una tragedia in atto. La dispersione scolastica è la vera e profonda ferita di questi luoghi.

Nei soli 4 kmq di estensione del quartiere ci sono quasi 100.000 abitanti. La Dad non ha fatto che amplificare i profondi disagi familiari con cui si è stati costretti a vivere, come in un carcere. 

Seguire le lezioni da casa non è facile quando non si ha alcuno strumento elettronico né connessione alla rete né tantomeno una stanza propria per poter seguire le lezioni, ma solo uno smartphone e un divano letto o un tavolo della cucina da condividere con altri fratelli o sorelle, con la mamma o il papà, magari agli arresti domiciliari, o la compagna o il compagno di questi che non accetta i figli e in alcuni casi li maltratta.

Scampia è il quartiere italiano con il più alto tasso di analfabetismo. 

Con l’arrivo del Covid-19, le percentuali sono raddoppiate. Sono centinaia i bambini che a 9 anni ancora non sanno né leggere né scrivere.

Diventa quindi fondamentale trovare delle soluzioni per offrire una seconda possibilità per una propria realizzazione ai bambini e agli adolescenti che vivono in queste zone e che, essenzialmente, non hanno alcuna considerazione di sé.

 

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L'Albero delle Storie e il fondatore Davide Cerullo

È proprio qui, nel cuore di Scampia, che da anni esiste un piccolo rifugio: l’Associazione di promozione sociale e culturale L’Albero delle Storie. Questa realtà nasce proprio dietro le Vele di Scampia grazie al recupero di una discarica che è stata trasformata in un giardino aperto a misura di “bambino”. L’Associazione è composta da mamme, papà, giovani, adulti, che si sostengono a vicenda con l’unico obiettivo di rendere Scampia un luogo dove i bambini possano crescere al riparo dalle violenze, dai soprusi, dalle ingiustizie.

Le radici dell'Albero delle Storie sono nella storia personale del suo fondatore, Davide Cerullo, nato e cresciuto a Scampia. Davide si emancipa dalle trame della malavita e trova il suo riscatto nella poesia, nella fotografia, nell’educazione. Una storia di resistenza contro le forme di oppressione, di isolamento, di omertà.

Da qui l’idea di creare un luogo di dialogo, di partecipazione comunitaria, di riscatto di un’infanzia negata dall’oppressione del sistema della criminalità organizzata. Un luogo che restituisce ai bambini e ai ragazzi del quartiere quei diritti che gli sono stati a lungo negati: il diritto all'infanzia, al gioco, all'ascolto, al dialogo, il diritto ad abitare luoghi sani e felici.

La Ludoteca de L'Albero delle Storie è diventata negli anni un punto di riferimento importante per la comunità. Un luogo dove si difende il diritto al gioco, si costruiscono relazioni, dove si respira apertura sociale, sviluppo dell'ingegno, scoperta di sé, conoscenza, curiosità, interesse, vitalità, creatività. 

Ma L’Albero delle Idee è anche uno spazio a disposizione dei genitori. Uno spazio di dialogo, coscientizzazione e convivialità. L'educazione dei bambini dove infatti integrarsi con l'educazione dei genitori. È importante quindi creare spazi comunitari in cui i genitori possano confrontarsi, ma anche trovare luoghi espressivi, ludici, creativi.

E poi ci sono la Fattoria e L’Orto delle Idee, due ambienti costruiti in un’area abbandonata fuori dalla ludoteca e recuperata grazie al contributo dell’Università Federico II, dell'Accademia di Belle Arti, a gruppi di Scout, a cittadini e cittadine che hanno sostenuto l’Associazione per liberare la terra. Adesso bambini, ragazzi e adulti possono piantare, seminare, raccogliere, allevare e, soprattutto, formare la loro coscienza ecologica.

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La storia di Ciro, uno dei bambini dell’Associazione

Ciro è il nome di uno dei bambini che frequenta l’Associazione. Ha 9 anni, non sa né leggere né scrivere. Come lui, la maggior parte dei bambini di Scampia. 

L’albero delle Storie ha conosciuto Ciro quando aveva appena quattro anni. Papà e mamma erano stati arrestati per traffico di stupefacenti e lui è stato assegnato ad una “zia”. Adesso vive con la zia e il compagno. In una casa dove libri e giochi non esistono, in evidenza c’è solo un enorme schermo, un televisore dove passa gran parte delle ore della sua giornata.

La prima volta che Davide l’ha incontrato e portato all’Albero delle Storie, Ciro ha confidato, in una lingua poco comprensibile ai più, che avrebbe voluto vedere il mare.

Ciro ha sogni semplici: gli piacerebbe imparare a nuotare. “Il mio sogno più grande è quello di andare in piscina. Se avessi l’opportunità di praticare uno sport, sceglierei il nuoto. Purtroppo però i miei zii non possono permettersi di iscrivermi alla piscina, già è troppo quello che mi danno”.

La maggior parte dei bambini a Scampia hanno questi sogni, per molti di noi scontati: vedere il mare, saper nuotare o andare in bicicletta, imparare a leggere e a scrivere.

 

Il Laboratorio delle Storie

L'istruzione è il bene più prezioso, è ciò che ci rende liberi.
È con l'istruzione che, tutti insieme, possiamo salvare i bambini di Scampia.


L'idea è quella di dare vita a un laboratorio di scrittura e lettura per i bambini che frequentano l’Albero delle Storie: il Laboratorio delle Storie.

Il progetto è stato immaginato, dopo aver sperimentato in questi anni diverse attività di questo tipo, provando a coinvolgere anche i genitori, mamma e/o papà o eventuali parenti.

Il laboratorio sarà dedicato alla lettura ad alta voce e alla lettura creativa di favole, fiabe e miti, per conoscere libri e autori, ma anche per relazionarsi con l’oggetto libro, con la voce e con la lettura creativa e creare nuovi e stimolanti spazi di condivisione.

Attraverso esperimenti presi a prestito dal teatro, i bambini, con i loro genitori, avranno l’opportunità di confrontarsi sullo stesso piano intuitivo e sensoriale, tale da creare una forte vicinanza emotiva. 

L’obiettivo finale non è solo quello di insegnare ai ragazzi a leggere e scrivere ma anche stimolarli e fare in modo che abbiano voglia di tornare a scuola e riprendere il percorso di studi.

Grazie al successo di questa raccolta fondi, l'Associazione potrà dare il via al progetto e sostenere tutte le spese organizzative del Laboratorio: formare nuovi educatori, comprare tablet, libri e tutti gli strumenti necessari per le attività previste.
 

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Non finanziato
515 € Raccolti

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