Totale raccolto
726.089 €
Progetti accolti
100
Progetti finanziati
85
Sostenitori
5.479
Idee in ambito artistico e culturale fanno crescere il territorio.
Attraverso +Risorse, la Fondazione Sviluppo e crescita CRT vuole mettere a disposizione dei cittadini uno strumento innovativo e meritocratico: il crowdfunding. La scelta delle idee e dei progetti da sostenere non è condotta secondo il parere del singolo soggetto istituzionale, bensì necessita del sostegno della rete sia in ambito social sia dal punto di vista economico.

Progetti in In corso

+Risorse è un'iniziativa della Fondazione Sviluppo e Crescita CRT nata con lo scopo di collaborare allo sviluppo e alla crescita del territorio. Fine ultimo dell’ente, costituito nel 2007 senza scopo di lucro, è trasferire competenze, promuovere l’innovazione, valorizzare i talenti personali e le peculiarità territoriali piemontesi e valdostani.
Attraverso +Risorse, la Fondazione Sviluppo e crescita CRT vuole mettere a disposizione dei cittadini uno strumento innovativo e meritocratico: il crowdfunding. La scelta delle idee e dei progetti da sostenere non è condotta secondo il parere del singolo soggetto istituzionale, bensì necessita del sostegno della rete sia in ambito social sia dal punto di vista economico.
La Fondazione Sviluppo e Crescita CRT presenterà i migliori progetti pervenuti su Eppela, nella pagina a essa relativa. I progetti che raggiungeranno il 50% del budget richiesto, riceveranno un cofinanziamento da parte della Fondazione fino a 5.000 euro. Verranno selezionate le idee con un forte impatto sociale in ambito artistico e culturale, in grado di valorizzare e soddisfare le istanze della popolazione del Piemonte e della Valle d'Aosta, creando vantaggi condivisi e duraturi nel tempo.

Scarica qui l’informativa Fondazione Sviluppo e Crescita CRT sul trattamento dei dati personali e l’autocertificazione a completamento della documentazione:
Altri progetti
Ripartiamo dai bambini!

Chi siamo

L'associazione culturale Rest-Art non ha scopo di lucro e organizza il festival di musica jazz “NovaraJazz che, con oltre 18 anni di attività, si conferma una delle realtà culturali più attive dell’area novarese. Da sempre caratterizzato per il suo gusto sperimentale, sia nella scelta dei musicisti che nella proposta dei concerti, negli ultimi anni si è dedicato ad un ampliamento della sua mission, inserendo nuove attività.

Negli ultimi 5 anni, NovaraJazz ha strutturato la propria proposta promuovendo una serie di attività educative in collaborazione con innovatori sociali, scuole, università, gruppi giovanili, ma non solo: l’associazione nel 2018 ha scelto di costituire, presso la Fondazione Comunità Novarese, il Fondo NovaraJazz per il Sociale, fondo erogativo in cui le risorse sono interamente disponibili per il finanziamento diretto di progetti sociali. Il Fondo promuove iniziative di natura socio-assistenziale inerenti i servizi e la cura alla persona, attività volte a prevenire e contrastare il fenomeno del malessere giovanile e iniziative volte a integrare minori, giovani e adulti che si trovano in situazioni di disagio. Il Fondo si propone, inoltre, di sostenere, anche attraverso attività terapeutiche, ludiche ed educative, le categorie più fragili tra cui le persone con disabilità, i detenuti nelle carceri e, nel complesso, chi si trova in condizione di svantaggio.

Cosa vogliamo fare

L’Associazione Culturale Rest-Art ha per oggetto la divulgazione della cultura, in particolare quella musicale.

La nostra mission è stimolare la comunità a vivere l’esperienza della musica nelle sue diverse forme espressive per radunarla attorno all’esperienza della musica in luoghi di interesse storico, naturalistico e architettonico, con una specifica attenzione alla valorizzazione di prodotti enogastronomici del territorio, coniugando la valorizzazione del territorio alle politiche di tutela dell’ambiente, di educazione e di inclusione sociale.

L’Associazione culturale Rest-Art ha da sempre a cuore attività rivolte ai più piccoli e ora con questo progetto, soprattutto a seguito delle difficili privazioni che grandi e piccini hanno dovuto introdurre nella propria vita a causa della pandemia covid-19, vogliamo restituire nuovamente al nostro pubblico più giovane delle attività ludico-ricreative che abbiano la musica come strumento di crescita, condivisione, creatività e inclusione.

Per il progetto “Ripartiamo dai bambini!” abbiamo pensato di realizzare n. 4 appuntamenti, equamente divisi tra:

·       Laboratori musicali nei centri estivi della città di Novara con approccio musicale per i più piccoli che iniziano a riconoscere i suoni e il ritmo grazie alla guida di musicisti e animatori; l’obiettivo è offrire momenti artistici e musicali, ricreativi ma anche di formazione, per tutti i bambini.

·       Fiabe in Jazz, narrazioni animate e magiche realizzate da attori accompagnate dalla musica jazz dal vivo per regalare spensieratezza ai bambini in cura presso il reparto di pediatria oncologica dell’Ospedale Maggiore della Carità di Novara.

NovaraJazz per il sociale e il programma NovaraJazz Kids si fondono in unico progetto, come strumento per la tutela dell'infanzia e di inclusione sociale per le famiglie che si trovano a vivere situazioni problematiche con i propri figli o che non hanno la possibilità di far approcciare i propri figli al mondo della musica.

Tutti i laboratori sono organizzati nel rispetto delle norme di distanziamento, di sanificazione dei luoghi e degli strumenti che vengono utilizzati e previo l’utilizzo di tutti i dispositivi di protezione individuale.

Aiutaci a realizzare il nostro progetto e a regalare il sorriso a tanti bambini: dona ora!

Grazie di cuore.

Ps: Pensa a cosa puoi fare con soli 20€: regala un sorriso!

Come verranno utilizzati i fondi raccolti

I fondi raccolti verranno utilizzati per permettere ai giovani artisti, alle maestranze ed ai tecnici dello spettacolo di realizzare i laboratori musicali in occasione dei campi estivi 2021 e per la realizzazione delle "fiabe in Jazz" presso il reparto di pediatria oncologica dell'Ospedale Maggiore della Carità di Novara. A tutti i bambini verrà forniti la t-shirt di NovaraJazz 2021 ed il kit personale per la realizzazione del laboratorio.

L'associazione, infine, sosterrà tutti i costi per garantire la sanificazione degli spazi utilizzati.

Finanziato
8.962 € Raccolti
CibOfficina

Cosa bolle in pentola?

A TORINO ESISTE UN LUOGO SPECIALE

Un luogo che da tempo è oggetto di un processo di rigenerazione urbana per restituire uno spazio comunale alla cittadinanza e mantenerlo quotidianamente presidiato, attivo, aperto a proposte culturali e sociali dal basso. Questo luogo è l'ex Caserma La Marmora, situato nella Circoscrizione 3 di Torino, divenuto nel 2011 Centro di Protagonismo Giovanile (Polo 3.65) e Centro di Incontro, rispettivamente animati da diverse associazioni che rendono gli spazi sempre più fluidi e accessibili a chiunque ne faccia richiesta. 

È QUI CHE SI INSERISCE IL PROGETTO DELLA "CibOfficina"

Un progetto al servizio della cittadinanza, aperto e partecipato, interamente dedicato ad attività che riguardano il diritto al cibo e il prendersi cura della comunità. La CibOfficina contribuisce a diffondere buone pratiche sul territorio dal basso, sia a livello ecologico sia a livello socio-economico; si tratta infatti di un’esperienza inedita a Torino che ospita, in un unico luogo, diversi servizi utili ad assicurare l’accesso ad attrezzature adeguate, competenze e risorse alimentari per tutte e tutti. Nel rispetto dell’ambiente.

La struttura sarà ristrutturata e dotata di due cucine + una zona refettorio per raggiungere i beneficiarə principali, soggetti in condizioni di fragilità socio-economica, ma ognungə sarà invitato e benvenuto nel prendere parte alle attività proposte. Riprogettando parte dell'ex caserma intorno al cibo come bene comune, si svilupperanno dunque le seguenti azioni

  1. Fornelli aperti e frigo di quartiere, con accesso libero alla cucina e alle eccedenze raccolte nei mercati.
  2. Mensa sociale UpToYou, per la preparazione e distribuzione dei pasti a partire dalle eccedenze.
  3. Scuola del Cibo, con laboratori di cucina per l’inclusione socio-lavorativa.
  4. Eventi di comunità, dedicati al l'inclusione socio-culturale. 

Cosa realizzeremo grazie al vostro sostegno?

I fondi raccolti saranno destinati all’acquisto di una piccola attrezzatura da cucina e alla dotazione di parte delle attrezzature professionali, indispensabili per avviare la CibOfficina. Una volta sostenuto questo investimento iniziale, il progetto si autososterrà grazie a:

  • Proventi dal servizio di somministrazione a pagamento per gli eventi culturali, che si svolgeranno presso il Centro di Protagonismo Giovanile.
  • Organizzazione eventi di auto-finanziamento.
  • Contributo beneficiarə della mensa sociale e dei laboratori di cucina. Entrambi in modalità Up to You, ossia in base alle possibilità economiche di ciascunə.
  • Donazioni, sia in denaro che in beni alimentari.
  • Recupero delle eccedenze alimentari dai mercati della città di Torino, per abbattere i costi degli ingredienti utili alle varie attività.
  • Azioni di contrasto alla povertà, finanziate da bandi pubblico-privati.

Un sogno condiviso a cui poter dare una casa!

La CibOfficina è un sogno che si realizza dopo 10 anni di lavoro, realizzato da Associazione Eufemia intorno al tema cibo, tra cui: lotta al food waste e al food divide; educazione alimentare e promozione dell’inclusione sociale/lavorativa; esplorazione della dimensione affettiva legata al cibo; contrasto ai disturbi alimentari tramite lo strumento del teatro; promozione del diritto al cibo per tuttə grazie a raccolta, distribuzione, e trasformazione delle eccedenze alimentari in pasti da distribuire alle persone in difficoltà. Questi sono i nostri risultati raggiunti negli ultimi due anni:

  • Recuperate oltre 400 tonnellate di prodotti ortofrutticoli e da forno, presso mercati e negozi di prossimità nella città Metropolitana di Torino.
  • Coinvolti 2000 beneficiarə tra famiglie a basso reddito, richiedenti asilo, persone senza dimora e con disagio psichico.
  • Attivati 17 tirocini professionalizzanti.
  • Organizzati 30 eventi di comunità.
  • Coinvolti 300 volontarə.
  • Coinvolte 30 organizzazioni pubbliche/private in una rete locale, e altrettante in una rete nazionale.
  • Servite 300 famiglie a basso reddito della Circoscrizione 3 tramite fornitura di pacchi alimentari, durante il primo lockdown. 
  • Serviti 600 pasti a settimana nel primo lockdown, e 250 pasti a settimana nel secondo lockdown, a più di 250 beneficiarə tra persone senza dimora, anziani, famiglie. Lo abbiamo raccontato nel reportage A letto con la cena!

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La VISION che ci ha portato fin qui è il poter dare una casa a tutto questo, e questa casa è la CibOfficina: uno spazio accogliente, non discriminatorio, dove si può parlare di cibo, lavorare e apprendere con il cibo, garantire il cibo a tuttə.

Ma non saremmo qui senza le reti di partner di cui facciamo parte. Vogliamo quindi dire grazie alle associazioni che animano gli spazi dell’Ex Caserma La Marmora; alla rete Food PRIDE, formata da numerosi enti pubblici e privati locali; alla rete di volontarə, attivi nel contrasto agli sprechi e alla povertà alimentare. 

Finanziato
10.001 € Raccolti
Play with Food: il cibo in scena!

Il cibo... in scena!

COS'È?

Play with Food - La scena del cibo è, in Italia, il primo e unico festival di teatro e arti performative interamente dedicato al cibo e alla convivialità.

Un evento eclettico, multiforme e sorprendente, che vuole proporre un punto di vista differente sul mondo del cibo.


MA COSA SUCCEDE DURANTE IL FESTIVAL?

Protagonista assoluto è lo spettacolo dal vivo: ad ogni edizione invitiamo artisticompagnie da tutta Italia e dall'estero.

Sulla scena, spettacoli di ogni genere e stile: il filo rosso che li unisce è il tema del cibo, raccontato in mille modi diversi.

In tutti i casi, il cibo è la metafora di qualcosa che ci unisce, che parla a tutti gli spettatori con la stessa lingua comune.


A QUESTO PUNTO LA DOMANDA NASCE SPONTANEA: MA SI MANGIA?

Certo! Ogni evento è accompagnato da un momento conviviale, e in diverse occasioni si mangia anche durante lo spettacolo, insieme agli artisti.

Aperitivi, pranzi, cene, colazioni: si mangia e si beve ad ogni momento del festival, grazie alla partecipazione dei nostri food partner, ristoratori, aziende e produttori d'eccellenza di Torino, del Piemonte... e non solo.


DOVE E QUANDO?

La decima edizione di Play with Food sarà a Torino dal 2 al 10 ottobre 2021.

Ogni sera il festival abita un luogo diverso, ed è quindi anche un modo per scoprire la città: teatri, palazzi storici, ristoranti, laboratori di produzione, spazi multifunzionali, alberghi... e anche case private!


IL PROGRAMMA ARTISTICO.

Nelle edizioni passate, abbiamo ospitato gli spettacoli di Lella Costa, Claudio Morici, Gabriele Vacis, Teatro delle Ariette, Frosini/Timpano, I Sacchi di sabbia, Cuocolo/Bosetti, Abbiati/Capuano, Daniele Ninarello, Fabio Bonelli, Stivalaccio Teatro... e sono solo una piccola parte!

Nell'edizione 2021 vedrete, tra gli altri: Collettivo L’amalgama (MI), Bartolini/Baronio (Roma), Batisfera (CA), Giulia Cerruti / Crack24 (TO), La Ribalta Teatro (PI), Alessandro Sesti (PG), Le Sillabe (TO) e, dall'Europa, Costanza Givone (Portogallo), Vita Malahova (Lettonia / Svizzera), state of the [art] (UK / Italia)... e molti altri!


DI PIÙ SU DI NOI.

Sul sito di Play with Food puoi trovare tutto sulle passate edizioni!
E se sei curioso di sapere cosa hanno detto di noi, qua c'è una bella rassegna stampa!

Come verranno utilizzati i fondi?

Play with Food sta crescendo, e sta diventando un evento sempre più bello e sempre più strutturato.

Il festival dà lavoro in questo momento a 11 persone (e altre ne arriveranno a breve), e per la prossima edizione saranno più di 30 gli artisti coinvolti, di cui molti under 35, per 10 giorni di festival, 15 spettacoli diversi e molti eventi speciali.

Nonostante le difficoltà del momento, vogliamo confermare tutte le collaborazioni, far crescere il progetto e renderlo sempre più solido.

La raccolta fondi ci aiuterà a raggiungere questi obiettivi e, in particolare, a sostenere le spese legate al lavoro delle artiste e degli artisti, delle maestranze tecniche, del personale organizzativo e di tutti i collaboratori.

Il grafico qua sotto ti aiuta a capire come saranno investiti i fondi di sostegno al festival.

IL TUO SOSTEGNO SARÀ PREZIOSISSIMO PER RAGGIUNGERE E CONSOLIDARE QUESTI OBIETTIVI, soprattutto dopo il lungo periodo di emergenza che come sai ha avuto un impatto davvero pesante sul mondo dello spettacolo e i suoi lavoratori. 

Quindi grazie per il tuo contributo e grazie se vorrai condividere il nostro progetto! 

Chi c'è dietro al progetto?

L'Associazione CuochiLab, costituita nel 2007, nasce da un gruppo di artisti, professionisti dello spettacolo dal vivo, organizzatori culturali e ristoratori, con lo scopo di creare progetti innovativi di  fruizione della cultura e dell’arte, usando il cibo come strumento per la creazione di contenuti culturali e artistici, e la convivialità come mezzo di dialogo e condivisione col pubblico. 
Le attività vanno dalla formazione alla realizzazione di eventi, spettacoli e performance.

Dal 2010, l’Associazione cura il progetto Play with Food – La scena del cibo, primo festival di arti visive e performative interamente dedicato al  cibo, con la direzione artistica di Davide Barbato e Chiara Cardea, che lo ha co-diretto fino a marzo 2019.

L’Associazione è attiva inoltre nell’organizzazione di eventi culturali e artistici in collaborazione con importanti istituzioni culturali della Città di Torino e non solo, tra cui, nel corso degli anni: Fondazione Merz, il Circolo dei lettori, Artissima, Teatro Stabile di Torino, Torino Spiritualità, Festival delle Colline Torinesi, Fondazione per  l’Architettura, Festival Architettura in Città, Mantova Food&Science Festival.

I progetti dell'Associazione sono realizzati grazie al sostegno e alla collaborazione di istituzioni e realtà culturali del territorio fra cui Concentrica / Teatro della CadutaFestival Architettura in città, Mantova Food&Science Festivalil Circolo dei lettoriCineTeatro BarettiAssociazione QubìFestival Cinemambiente, Centro Nazionale del Cortometraggio, TAP - Teatro Arti Performative, Teatro Stabile di TorinoGAI, Città di Torino, Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Torino e Regione Piemonte nonché dal sostegno di sponsor come CoopPasta RummoHaribo, Pastiglie Leone e numerosi altri che hanno creduto e credono nell’energia creativa di questo progetto.

I progetti di Cuochilab sono animati dal lavoro di molti professionisti: Davide Barbato, direttore artistico; Alessandro Iachino, organizzatore; Daniele Pennati, producer; Cristina Negri, ufficio stampa; Elisa Bottero, progettazione; Fabio Bonfanti, responsabile tecnico; Roberta Cavallo, responsabile food; Andrea Rigo, social media manager; Cesco Rossi, grafico e illustratore; Giulio Pedretti, videomaker; Alain Battiloro, fotografo.

Finanziato
6.355 € Raccolti
Cadde la notte su di me

Di cosa si tratta

Cadde la notte su di me  è un cortometraggio di 5 minuti di genere fantascientifico. 

Il progetto nasce dalla volontà di trattare il tema della violenza di genere attraverso una prospettiva inusuale, diversa dall'approccio diretto tipico della comunicazione istituzionale, mettendo in scena una storia in cui questa tematica emerga soltanto nel finale.

La nostra protagonista non è un personaggio in carne e ossa, ma è fatta di metallo, circuiti e sentimenti. Sinceramente umana nella personalità, seppur esteriormente artificiale. 
Allontanarci dall’immaginario consueto permetterà di estendere la riflessione oltre il giudizio morale sui personaggi ed evitare un'immedesimazione facile e acritica da parte dello spettatore.
Ci premeva soprattutto parlare ad un pubblico maschile, denunciando la visione distorta di un rapporto possessivo e le conseguenze di comportamenti prevaricatori e violenti.

Speriamo in questo modo di stimolare nel pubblico una riflessione d'impatto sul tema, che passi anche attraverso la rivisitazione del contesto fantascientifico e della dinamica di oggettivazione.

Chi c'è dietro al progetto

Cadde la notte su di me  è un progetto di Aps me.dea Onlus, un’Associazione di Promozione Sociale di contrasto alla violenza contro le donne, senza scopo di lucro, con sedi operative ad Alessandria e Casale Monferrato. L’associazione ha come scopo la rimozione di ogni forma di violenza psicologica, fisica, sessuale, economica e stalking alle donne, all’interno e fuori la famiglia. 

La ricerca di nuovi linguaggi e canali utili a sensibilizzare la cittadinanza sul tema della violenza di genere ha portato alla collaborazione con Fuoricampo Film, collettivo di filmmaker torinesi attivo da anni della realizzazione di cortometraggi, videoclip e documentari.

Tra i progetti più recenti del collettivo, Tutto il tempo che vogliamo, vincitore del premio per la migliore sceneggiatura all’Aprilia Film Festival 2020, Mezze stagioni, premiato con menzione speciale e premio alla colonna sonora al gLocal Film Festival 2020 e il documentario Manuale di storie dei cinema, miglior cortometraggio al 37° Torino Film Festival nella categoria Torino Factory. La versione lungometraggio di quest'ultimo, coprodotta da Rossofuoco di Davide Ferrario, è stata film d'apertura del gLocal Film Festival 2021 ed è attualmente in distribuzione nazionale tramite Movieday.

Affinché il Cinema possa essere un’arma in più nella lotta alla violenza di genere.


Elena Rossi - Comunicazione e Fundraising Aps me.dea Onlus

Mara Mayer - Responsabile Eventi Aps me.dea Onlus

Stefano D'Antuono - Produzione

Bruno Ugioli - Regia

Come verranno utilizzati i fondi

I fondi verranno utilizzati per:

- Location scouting e allestimento set

- Produzione

- Post-produzione ed effetti speciali

- Sound design e musiche

- Finalizzazione e distribuzione

- Comunicazione e promozione

Finanziato
10.115 € Raccolti
MANI IN PASTA - Formazione Lavoro a Corte

Di cosa si tratta

Se fino al termine della scuola la vita di una persona con disabilità è, in termini di diritti, simile a quella dei coetanei, dopo i 18 anni la possibilità di autodeterminazione dei primi viene spesso negata e le opportunità diventano estremamente limitate. Al termine della scuola, la persona con disabilità cognitiva si trova di fronte a un numero ridotto di possibilità. Qualcuno frequenta dei corsi pre-lavorativi, anche se rimane molto difficile, per una persona con disabilità sperare di trovare un posto di lavoro fisso, spesso anche a causa della mancanza del riconoscimento delle residue capacità lavorative, richiesta invece dalle aziende.

In un contesto come questo, I Buffoni di Corte, in un’ottica di ampliamento e sviluppo dei percorsi di accompagnamento all’autonomia già in corso, desidera attivare anche un percorso formativo rivolto alle persone con disabilità cognitiva e intellettiva.

In una prima fase, dopo aver individuato un numero di partecipanti adeguato alle risorse a disposizione, scelti in base al grado di volontà/interesse espresso, alla buona predisposizione e alla disponibilità - si presume l’inserimento di circa 10 persone per l’avviamento del progetto pilota – vengono forniti gli strumenti necessari per promuovere l’autonomia personale e sociale finalizzati all’acquisizione di una modalità relazionale e lavorativa adeguata.

In una seconda fase, i partecipanti hanno la possibilità di partecipare attivamente ad un laboratorio di formazione sul campo, da un lato per imparare un mestiere, dall’altro per mettere in pratica quanto acquisito durante la fase propedeutica, relativamente a come presentarsi, come relazionarsi, come comportarsi in un contesto lavorativo.

Per questa seconda fase, abbiamo già individuato una realtà del territorio torinese che si è resa disponibile ad avviare un laboratorio artigianale di pasta fresca, durante il quale alcuni professionisti del settore insegneranno ai partecipanti come impastare e realizzare gnocchi, tagliatelle, ravioli, ecc. e come preparare i condimenti necessari. Un ambito di intervento, questo, che sappiamo essere di grande interesse da parte delle persone con disabilità che spesso completano il loro percorso di studi nel settore alberghiero-alimentare.


Come verranno utilizzati i fondi

Attraverso questa campagna di crowdfunding, cercheremo di raggiungere il nostro obiettivo per garantirci, oltre alla copertura della quota parte dei costi di affitto, spese, utenze e remunerazione delle risorse umane che già collaborano con la nostra Associazione per lo sviluppo del presente progetto, la possibilità di implementare il numero dei collaboratori, ossia un educatoreun formatore che si occuperanno del coordinamento delle attività educative e formative, specifiche per questo percorso di formazione ed accompagnamento al lavoro.

Chi c'è dietro al progetto

L’Associazione I Buffoni di Corte Onlus opera dal 2008 sul territorio torinese e propone progetti educativi, ricreativi e formativi per persone con disabilità cognitiva ed intellettiva, di età compresa tra gli 8 e i 50 anni, fornendo un valido supporto a circa 150 famiglie. L'esperienza educativa è favorita da laboratori riguardanti le più differenti forme d'arte, pensati nella prospettiva di una formazione volta alla convivenza e alla condivisione di tempi, spazi e modi; in questo contesto l'arte rappresenta un efficace strumento educativo, nel quale coesistono relazione, integrazione, libera espressione e rispetto delle regole.

Nell’attuale sede operativa di corso Sebastopoli 272/E, a Torino, l’Associazione organizza e gestisce corsi di teatrodanzagiocoleria, manualità, attività motoria, cura del sé e benessere della persona, canto, percussionifotografia. Vengono altresì proposte serate danzanti, uscite serali, attività di estate ragazzi e soggiorni estivi e invernali in diverse località turistiche. 

Dal 2015, inoltre, per rispondere alle richieste delle famiglie sul Dopo di noi e per dare ulteriore valore alla missione dei Buffoni di Corte, è stato avviato il Progetto “Alla conquista dell’autonomia”, un percorso di accompagnamento all’autonomia e alla residenzialità che sta permettendo il raggiungimento di importanti obiettivi da parte dei partecipanti. Inoltre, poiché attorno a tale questione gravitano altre tematiche di primaria importanza, quali il tempo libero ed il lavoro, l’attenzione della nostra Associazione, grazie anche alla creazione di una fitta rete di rapporti allacciati con diverse aziende e realtà del territorio, è stata rivolta al tema dell’inserimento lavorativo

All’intero dell’Associazione è inoltre attiva La Compagnia delle frottole, composta da 25 attori, (12 dei quali con la sindrome di Down), che da molti anni è impegnata nella realizzazione di spettacoli teatrali inediti, rappresentati presso un gran numero di teatri della città di Torino e dei comuni limitrofi, ma anche in altre province e regioni. L’esperienza accumulata nel corso degli anni consente alla Compagnia di operare in modo efficiente, senza trascurare gli aspetti ludici e formativi connessi all’attività teatrale. Sul palcoscenico, tutti gli attori si sentono valorizzati, riconoscono l’importanza del lavoro svolto e la necessità di impegnarsi per raggiungere uno scopo comune. 

Finanziato
12.450 € Raccolti
Consonanze, la radio che fa bene

Perché Consonanze?

Nessuno se non noi distruggerà la Terra e nessuno se non noi la salverà. Noi siamo il Diluvio e noi siamo L’Arca” - Jonathan Safran Foer. 

Abbiamo fretta. Abbiamo fretta di cambiare le cose, di fare quel passo in più per trasformare il Diluvio, che abbiamo generato, in Arca. Vogliamo combattere l’ansia, il senso di impotenza, di paura che deriva dalla più grande sfida che l’umanità si trova ad affrontare: la crisi climatica. Non possiamo più rimandare la sveglia di 5 minuti: è una crisi che siamo chiamati a risolvere adesso, che sarà al centro delle scelte di tutti dei prossimi anni.  

E proprio con questo obiettivo ben chiaro in mente, l’APS fa bene community  ha creato Consonanze, la radio che fa bene: un programma radiofonico che ha l’obiettivo di offrire uno spazio per la diffusione di contenuti educativi, di intrattenimento e di approfondimento sulle tematiche della sostenibilità a 360°: dall’ambiente, all’economia, alla psicologia e al benessere, al cibo sano e all’educazione. Il tutto accompagnato da buona musica e qualche risata. Perché si, abbiamo ansia, ma vogliamo, affrontare questa sfida con positività e coraggio, e con buona musica di sottofondo.

Con questo progetto vogliamo far entrare la sostenibilità nelle vite di tutte e tutti, dai più grandi ai più piccini, proponendo informazione e intrattenimento di qualità, gratuiti e accessibili a tutti, tramite il mezzo più democratico che c’è: la radio.

Che cos’è Consonanze?

“Consonanze, la radio che fa bene” è nata nel bel mezzo della pandemia, ponendosi anche come strumento per affrontare temi importanti e urgenti con leggerezza, novità e voglia di cambiare le cose. Da allora siamo cresciuti sempre di più, aggregando una comunità attiva e appassionata. 

Vogliamo diffondere e creare consapevolezza e cultura sulle tematiche della reciprocità, sulla circolarità delle risorse naturali e umane e sull’importanza delle comunità che si prendono cura di sé stesse, facendo da megafono a iniziative concrete e idee innovative e aggregando una comunità di ascoltatori intorno ad esse.

Il programma coinvolge giovani e professionisti che mettono insieme le loro esperienze, passioni e conoscenze, per cercare di creare cambiamento e sensibilizzazione su temi importanti del nostro tempo. 

Grazie a questo progetto abbiamo potuto dare voce a progetti, persone ed esperienze che una voce non ce l'hanno, abbiamo raccontato la sostenibilità in tutte le sue sfaccettature in modo semplice e alla portata di tutti. Perché crediamo che la sostenibilità SIA una cosa di tutti. 

Aiutaci anche tu a sostenere la sostenibilità!

Cosa possiamo fare con il tuo aiuto

Andare in onda!

Vogliamo portare i temi dello sviluppo sostenibile il più lontano possibile, anche dove la linea internet non arriva ma l’onda radio si! Nelle case delle nonne e dei ragazzi più isolati delle valli, nelle scuole e nei tragitti in auto di ogni giorno. Per fare questo vogliamo garantire una produzione di qualità dei contenuti in onda per almeno altri 6 mesi, con una frequenza giornaliera 5/7 del programma. 

Creare podcast di qualità! 

Vogliamo rendere i contenuti fruibili in differita e su tutto il territorio nazionale, vogliamo garantire la produzione e la diffusione di 120 podcast della trasmissione, sulle piattaforme “Spotify” e “Spreaker” (per scoprire i podcast prodotti finora, clicca qui: spotify / spreaker).

Creare comunità digitali!

Vogliamo garantire e aumentare l’ingaggio virtuale della community degli ascoltatori sui temi delle rubriche, attraverso un’attività continuativa di comunicazione e community engagement sui nostri principali social: Instagram, Facebook e in particolare il gruppo FB dedicato al programma. 

Essere presenti sui territori!

Vogliamo organizzare 3 eventi radiofonici live dai presidi “fa bene” nei mercati Coldiretti di Torino, finalizzati a sponsorizzare e sostenere il progetto “la spesa sospesa fa bene” per e promuovere le donazioni di cibo fresco e di qualità per le famiglie in difficoltà.

...e se tornassimo a scuola? 

Infine, sul lungo termine ci piacerebbe rivolgerci direttamente alle scuole, coinvolgendole con attività e/o materiali didattici sui temi di “Consonanze, la radio che fa bene”.

Chi c’è dietro a Consonanze?

“Consonanze la radio che fa bene” è un progetto ideato e prodotto dall'associazione di promozione Sociale “fa bene community” in collaborazione con Radio Beckwith Evangelica (RBE). 

Gli speaker che conducono le rubriche di “Consonanze” sono membri e sostenitori dell’associazione fa bene, esperti di settore guidati da Claudio Petronella, speaker professionista di RBE. Tutti gli speaker di Consonanze si dedicano al progetto con passione e dedizione ogni settimana, in modo volontario. 

  • Pietro Isolan si occupa di agricoltura da quando è bambino e dal 2011 di formazione e divulgazione in agricoltura ecologica. Vi accoglie su RBE ogni lunedì con la rubrica “la terra fa bene” al grido di “benvenuti Contadini!”;

  • Daniele Vico è laureato in Cooperazione e Sviluppo con una passione per l’economia e la sostenibilità sociale e ambientale. Ciclista radicale, membro del direttivo di “fa bene”,  cura ogni martedì la rubrica “fa bene al clima” che tratta di economia e ambiente;

  • Arianna Labasin è studentessa in Legge e Sviluppo Sostenibile, attivista del gruppo giovani di Slow Food, appassionata di cibo buono, sano e giusto. Su RBE vi aspetta ogni mercoledì con una nuova ricettina per il “ricettario fa bene”;

  • Arianna Zatti è appassionata di pedagogia e delle nuove forme di educazione, studia Scienze Strategiche e vi aspetta ogni giovedì con la rubrica “educare fa bene” per esplorare le tematiche di educazione e formazione insieme a esperti del settore;

  • Stefania Ferini e Tiziana Ciampolini: Stefania è psicologa e psicoterapeuta, Tiziana è una psicologa sociale e accompagnano Lorena La Rocca nella lettura di Storie di Naviganti, progetto realizzato in collaborazione con Ufficio Pio della Compagna di San Paolo.


Finanziato
8.135 € Raccolti
N-Overshoot Fest

Perché un Festival di Sostenibilità Popolare?

Secondo il Global Footprint Network l'umanità utilizza attualmente il 60% in più di quanto si possa rinnovare. In pratica è come se si consumassero le risorse di 1,6 pianeti Terra; se non si cambia rotta, le previsioni ci rimandano ad un futuro drammatico nel quale intorno al 2050 l'umanità consumerà ben il doppio di quanto la Terra riesca a produrre.

In questi anni, attraverso l’azione continuativa nelle scuole e sul territorio l’associazione Acmos ha riscontrato tra i giovani e le  loro famiglie, una generale disinformazione diffusa sul tema ambientale (della raccolta differenziata, alle  possibilità di consumo collettivo, dall’impatto del consumo di carne a quello dei prodotti tecnologici). Molte delle famiglie con cui l’associazione ha una relazione continuativa evidenziano inoltre l’impossibilità di accedere a modelli di consumo differenti, specialmente sul piano alimentare.

Partendo dunque dall’Overshoot Day, o "Giorno del Sovrasfruttamento della Terra" (ovvero la data in cui le risorse che la Terra è in grado di generare risulta insufficiente rispetto alla richiesta dell’umanità), ACMOS decide di lanciare il “N-Overshoot Fest”, per avviare un processo più strutturato e costruire sul territorio di Barriera di Milano una vera e propria comunità di pratiche, improntata su sostenibilità ambientale, maggior benessere e qualità della vita.

AMBIENTE, AGGREGAZIONE, CULTURA, SICUREZZA sono gli ingredienti che animeranno le giornate di N-Overshoot Fest, che avrà luogo il terzo fine settimana di settembre al giardino Saragat, nel quartiere Barriera di Milano. Si compone di 3 giornate, incentrate su due tematiche principali - cibo e distribuzione, abbigliamento sostenibile - declinate attraverso l’organizzazione di momenti di confronto, workshop per bambini, adolescenti e famiglie, performance. Non ci può essere infatti un festival senza musica, e vogliamo fortemente dimostrare che si può fare cultura, in sicurezza: il bisogno di socialità, di ritorno alla normalità e di cultura nei territori è diventato sempre più impellente, e vogliamo ascoltare questo bisogno proponendo performance musicali e non, nel rispetto di tutte le disposizioni vigenti atte a contrastare la diffusione del Coronavirus, con quegli artisti e artiste che diffondono cultura nei territori marginali e assicurano sostenibilità sociale.

Come verranno utilizzati i fondi?

I fondi raccolti consentiranno lo svolgimento in piena sicurezza delle attività previste per il Festival. In particolare, le donazioni verranno utilizzate per coprire: 

  • alcuni dei costi materiali necessari per la realizzazione dell’evento (allestimento area Festival) 

  • le spese relative alla grafica e alle locandine del Festival 

  • le spese necessarie a garantire la presenza di artisti, relatori e facilitatori dei workshop

L’integrazione di Fondazione CRT andrà invece a coprire: 

  • i costi di struttura del personale (segreteria organizzativa, event manager)

  • i costi per l’Ufficio Stampa e la diffusione dell’iniziativa

  • i costi del noleggio service per tutta la durata del festival

  • i costi del catering per il pranzo della domenica

  • i costi dell’acquisto dei gadget, oltre che di eventuali materiali per lo svolgimento del Festival.

PROGRAMMA “N-OVERSHOOT FEST”

GIARDINI SARAGAT - BARRIERA DI MILANO

17-18-19 SETTEMBRE 2021 - to be confirmed

17 SETTEMBRE

h 15:30 - Tavola rotonda con Università degli Studi di Torino, Politecnico di Torino, Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Circoscrizione 6 di Torino, ACMOS 

h 17 - Workshop con Rete Ong - Come realizzare il proprio orto in cassetta

h 18:30 - inaugurazione mostra XML (Performing Media Lab) e dj-set

18 SETTEMBRE

h 15:30 - Panel su Cibo e Distribuzione con Rete Ong, NovaCoop-ImPatto, Too Good To Go, Morsy, RAM, Punto Equo 

h 17 - Workshop Arte, Sostenibilità ed Emozioni con Fernando Cobelo

h 18:30 - secret event “tu non hai fame?”

h 20 - performance dal vivo (artisti to be announced) 

19 SETTEMBRE

h 11:30 - Inaugurazione Marketplace con Atelier Riforma, Punto Humana, BlueBit e Nanà, Libreria Spalavera

h 11:30 - Workshop per bambini con NovaCoop - spesa simulata nel punto vendita di Corso Novara

h 13 - Pranzo della domenica con Morsy

h 15 - Panel su Abbigliamento e Sostenibilità con Atelier Riforma, Humana, Patagonia.

h 16:30 - Workshop di Upcycling con Atelier Riforma

h 18 - proiezione film Patagonia 

h 19 - spettacolo teatrale crack24

Cos'è ACMOS?

ACMOS (Aggregazione, Coscientizzazione, MOvimentazione Sociale) è un’associazione di promozione sociale  nata a Torino nel 1999 da un gruppo di giovani provenienti da diverse esperienze di volontariato e di impegno  sociale. Il suo scopo è promuovere e sostenere l’inclusione democratica, attraverso l’educazione ai valori  della cittadinanza attiva e della legalità. L’attività prevalente dell’associazione è relativa all’educazione e all’animazione sociale all’interno delle scuole di  ogni ordine e grado e sui territori dell’area metropolitana di Torino, attraverso progettualità in cui sono impegnati giovani animatori socio-culturali dai 19 ai 30 anni. 

 

Nel cuore del quartiere Barriera di Milano a Torino, la sede dell’associazione è Casa ACMOS, che ospita dal 2002 una comunità abitativa di giovani, con l’obiettivo di promuovere un approccio al consumo consapevole, attento all’eticità e alla sostenibilità della filiera, rivolgendosi in particolare a giovani delle scuole superiori e del quartiere.

A partire dal 2019 Casa Acmos ha dato vita ad una forma di gruppo di acquisto solidale (GAS) che mette in contatto produttori del territorio e consumatori direttamente o indirettamente in contatto con l’associazione. L’acquisto collettivo e il lavoro volontario dei giovani coinvolti che permette di saltare alcuni passaggi della filiera rendono più accessibile il consumo di qualità e con requisiti etici e ambientali. Inoltre, l’associazione abbina al lavoro del Gas l’azione educativa e di sensibilizzazione su questi temi, grazie a iniziative educative, culturali e politiche e all’incontro con altri soggetti che studiano, lavorano e operano in questo ambito.

Finanziato
10.051 € Raccolti

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