C'eravamo quasi
Domenica dopo domenica ci siamo conosciuti, abbiamo lavorato e creato, ed eravamo quasi pronti a mostrarne a tutti i risultati. Poi è arrivata la chiusura, il lockdown, ed è stato necessario fermarsi. Ma non ci siamo separati, la voglia di ritrovarci e continuare ad esprimerci è cresciuta e adesso, nonostante le difficoltà che la nuova condizione ci impone, vogliamo ripartire.
Per farlo dobbiamo investire energie e risorse, tutti insieme, come il Cerchio che vogliamo creare non possiamo ripartire senza l’aiuto di tutti, gli animatori, gli attori, gli artisti, e i sostenitori.
Le Domeniche del Generale aiutano una comunità di persone a crescere ad esprimersi, a creare possibilità per tutti.
Il Cerchio di Gesso del Caucaso
In questo testo Brecht racconta di un bambino abbandonato e di una donna che senza pensarci su lo prende con sé e gli dà ciò che può, qualche goccia di latte, molto sudore, un riparo. La chiusura ci ha imposto la distanza, ci ha impedito il contatto necessario per creare ciò che con lo spettacolo amiamo trasmettere. Un’idea di collettività, uno stare insieme vitale. Tutto questo ha lasciato il nostro progetto abbandonato, solo come il bambino nel Cerchio, ognuno a se stesso senza speranza e senza ascolto.
Un secondo personaggio muove la storia verso il finale, è un giudice, uno straccione che ridisegnando le sorti della storia e le regole del gioco a suo piacimento ci mostra un mondo ideale per poi andarsene lasciando a noi la possibilità di scegliere: che fare?
Perché nascono le Domeniche del Generale
Praticare individualmente il canto, la musica, la danza può aiutare a sviluppare competenze in campo espressivo e comunicativo. Praticare le stesse forme d'arte creando collettivamente uno spettacolo teatrale ci restituisce uno spirito di comunità, la potenza dei linguaggi espressivi produce un senso comune di partecipazione e di crescita. Per giovani cantanti, musicisti, attori e danzatori, spendere la propria arte in momenti di condivisione, e non solo di spettacolo aiuta a conoscere nuovo pubblico e a trasmettere la passione per la propria arte fianco a fianco anziché uno di fronte all'altro.
Le Domeniche del Generale sono un appuntamento ricorrente, rivolto a chiunque abbia più di 8 anni, un percorso che si concluderà con la creazione di un grande spettacolo collettivo. Il confronto è innescato da un nucleo di giovani artisti ed educatori che preparano il terreno portando un tema, un testo, una traccia di lavoro per ogni disciplina così che tutti possano apprendere una base comune di come si canta, come si sta in scena, come si può usare il corpo e così sulla base di improvvisazioni e tentativi la proposta iniziale si plasma e si adatta al gruppo che la modella e la restituisce nella forma che prende domenica dopo domenica, con lo scopo per tutti di raggiungere quella condizione in cui ognuno, secondo le proprie possibilità, possa esprimersi e partecipare alla creazione.
A cosa servono i fondi
Il contributo servirà per far ripartire gli incontri dopo la chiusura e per sostenere tutte le spese straordinarie di produzione dello spettacolo, fino al nuovo debutto, previsto a settembre 2021. In particolare, la somma raccolta sarà investita nell’ arricchirlo di nuove forme espressive, che rilancino il progetto verso il futuro:
Una maestra di canto per i cori di scena;
Un percussionista per formare un ensemble di tamburi;
Tanta legna e un falegname per costruire una platea circolare;
I costi straordinari per realizzare le prove e lo spettacolo in ottemperanza alle vigenti norme sanitarie, per la sicurezza dei partecipanti e del pubblico.
La promozione per diffondere in lungo e in largo i frutti del nostro lavoro.
Oltre alle spese già presenti:
Il nucleo di animatori: educatori e artisti;
L'affitto di uno spazio abbastanza grande per tutti;
Il noleggio dei fari e dell'attrezzatura tecnica necessaria per lo spettacolo.
La nostra missione
Crediamo nel valore della comunità e del proprio territorio come dimensione di vita a misura d'uomo ideale per intrecciare relazioni e per scambiarsi stimoli per una crescita individuale e collettiva. Crediamo nella forza del teatro che permette il confronto e aiuta ad ampliare la coscienza di ognuno. Crediamo che i nuovi artisti possano costruirsi da sé uno spazio dove esibirsi e che per farlo sia necessario un confronto attivo con il pubblico.
In un territorio di periferia l'offerta culturale e quella aggregativa possono essere discontinue, inefficaci, soprattutto per i giovani che non sentendo un legame verso il posto dove vivono si allontanano, dalle persone e dalle realtà che altrimenti potrebbero renderlo più vitale.
Per questo ci impegniamo a dedicare un giorno di festa, una domenica ogni mese, per offrire a chi la vorrà cogliere l’opportunità di dare nuovo senso allo stare insieme, ai posti e alle persone che abbiamo vicine.
Contatta il creatore della campagna
C'eravamo quasi
Domenica dopo domenica ci siamo conosciuti, abbiamo lavorato e creato, ed eravamo quasi pronti a mostrarne a tutti i risultati. Poi è arrivata la chiusura, il lockdown, ed è stato necessario fermarsi. Ma non ci siamo separati, la voglia di ritrovarci e continuare ad esprimerci è cresciuta e adesso, nonostante le difficoltà che la nuova condizione ci impone, vogliamo ripartire.
Per farlo dobbiamo investire energie e risorse, tutti insieme, come il Cerchio che vogliamo creare non possiamo ripartire senza l’aiuto di tutti, gli animatori, gli attori, gli artisti, e i sostenitori.
Le Domeniche del Generale aiutano una comunità di persone a crescere ad esprimersi, a creare possibilità per tutti.
Il Cerchio di Gesso del Caucaso
In questo testo Brecht racconta di un bambino abbandonato e di una donna che senza pensarci su lo prende con sé e gli dà ciò che può, qualche goccia di latte, molto sudore, un riparo. La chiusura ci ha imposto la distanza, ci ha impedito il contatto necessario per creare ciò che con lo spettacolo amiamo trasmettere. Un’idea di collettività, uno stare insieme vitale. Tutto questo ha lasciato il nostro progetto abbandonato, solo come il bambino nel Cerchio, ognuno a se stesso senza speranza e senza ascolto.
Un secondo personaggio muove la storia verso il finale, è un giudice, uno straccione che ridisegnando le sorti della storia e le regole del gioco a suo piacimento ci mostra un mondo ideale per poi andarsene lasciando a noi la possibilità di scegliere: che fare?
Perché nascono le Domeniche del Generale
Praticare individualmente il canto, la musica, la danza può aiutare a sviluppare competenze in campo espressivo e comunicativo. Praticare le stesse forme d'arte creando collettivamente uno spettacolo teatrale ci restituisce uno spirito di comunità, la potenza dei linguaggi espressivi produce un senso comune di partecipazione e di crescita. Per giovani cantanti, musicisti, attori e danzatori, spendere la propria arte in momenti di condivisione, e non solo di spettacolo aiuta a conoscere nuovo pubblico e a trasmettere la passione per la propria arte fianco a fianco anziché uno di fronte all'altro.
Le Domeniche del Generale sono un appuntamento ricorrente, rivolto a chiunque abbia più di 8 anni, un percorso che si concluderà con la creazione di un grande spettacolo collettivo. Il confronto è innescato da un nucleo di giovani artisti ed educatori che preparano il terreno portando un tema, un testo, una traccia di lavoro per ogni disciplina così che tutti possano apprendere una base comune di come si canta, come si sta in scena, come si può usare il corpo e così sulla base di improvvisazioni e tentativi la proposta iniziale si plasma e si adatta al gruppo che la modella e la restituisce nella forma che prende domenica dopo domenica, con lo scopo per tutti di raggiungere quella condizione in cui ognuno, secondo le proprie possibilità, possa esprimersi e partecipare alla creazione.
A cosa servono i fondi
Il contributo servirà per far ripartire gli incontri dopo la chiusura e per sostenere tutte le spese straordinarie di produzione dello spettacolo, fino al nuovo debutto, previsto a settembre 2021. In particolare, la somma raccolta sarà investita nell’ arricchirlo di nuove forme espressive, che rilancino il progetto verso il futuro:
Una maestra di canto per i cori di scena;
Un percussionista per formare un ensemble di tamburi;
Tanta legna e un falegname per costruire una platea circolare;
I costi straordinari per realizzare le prove e lo spettacolo in ottemperanza alle vigenti norme sanitarie, per la sicurezza dei partecipanti e del pubblico.
La promozione per diffondere in lungo e in largo i frutti del nostro lavoro.
Oltre alle spese già presenti:
Il nucleo di animatori: educatori e artisti;
L'affitto di uno spazio abbastanza grande per tutti;
Il noleggio dei fari e dell'attrezzatura tecnica necessaria per lo spettacolo.
La nostra missione
Crediamo nel valore della comunità e del proprio territorio come dimensione di vita a misura d'uomo ideale per intrecciare relazioni e per scambiarsi stimoli per una crescita individuale e collettiva. Crediamo nella forza del teatro che permette il confronto e aiuta ad ampliare la coscienza di ognuno. Crediamo che i nuovi artisti possano costruirsi da sé uno spazio dove esibirsi e che per farlo sia necessario un confronto attivo con il pubblico.
In un territorio di periferia l'offerta culturale e quella aggregativa possono essere discontinue, inefficaci, soprattutto per i giovani che non sentendo un legame verso il posto dove vivono si allontanano, dalle persone e dalle realtà che altrimenti potrebbero renderlo più vitale.
Per questo ci impegniamo a dedicare un giorno di festa, una domenica ogni mese, per offrire a chi la vorrà cogliere l’opportunità di dare nuovo senso allo stare insieme, ai posti e alle persone che abbiamo vicine.
La nostra campagna #DacciUnaSpinta sta per terminare!
In quasi quaranta giorni abbiamo raccolto più di 4.400 euro grazie al contributo di oltre 120 sostenitori, superando le aspettative di tutti noi. Questa campagna rappresenta per il Teatro Solare una bella occasione di ripartenza e di slancio dopo la chiusura. C'è ancora tempo fino alle 15 del 24 Ottobre per raggiungere l'obiettivo, condividendo il link ad amici e parenti e donando su: www.eppela.com/dacciunaspinta
Grazie a tutti per il sostegno che ci avete dato fino a questo momento, è tempo di tornare in carreggiata.
Alcuni progetti meritano di arrivare più lontano. Contribuisci alla loro visibilità: il tuo supporto verrà utilizzato da Eppela per promuovere il progetto online e farlo scoprire da nuove persone.
C'eravamo quasi
Domenica dopo domenica ci siamo conosciuti, abbiamo lavorato e creato, ed eravamo quasi pronti a mostrarne a tutti i risultati. Poi è arrivata la chiusura, il lockdown, ed è stato necessario fermarsi. Ma non ci siamo separati, la voglia di ritrovarci e continuare ad esprimerci è cresciuta e adesso, nonostante le difficoltà che la nuova condizione ci impone, vogliamo ripartire.
Per farlo dobbiamo investire energie e risorse, tutti insieme, come il Cerchio che vogliamo creare non possiamo ripartire senza l’aiuto di tutti, gli animatori, gli attori, gli artisti, e i sostenitori.
Le Domeniche del Generale aiutano una comunità di persone a crescere ad esprimersi, a creare possibilità per tutti.
Il Cerchio di Gesso del Caucaso
In questo testo Brecht racconta di un bambino abbandonato e di una donna che senza pensarci su lo prende con sé e gli dà ciò che può, qualche goccia di latte, molto sudore, un riparo. La chiusura ci ha imposto la distanza, ci ha impedito il contatto necessario per creare ciò che con lo spettacolo amiamo trasmettere. Un’idea di collettività, uno stare insieme vitale. Tutto questo ha lasciato il nostro progetto abbandonato, solo come il bambino nel Cerchio, ognuno a se stesso senza speranza e senza ascolto.
Un secondo personaggio muove la storia verso il finale, è un giudice, uno straccione che ridisegnando le sorti della storia e le regole del gioco a suo piacimento ci mostra un mondo ideale per poi andarsene lasciando a noi la possibilità di scegliere: che fare?
Perché nascono le Domeniche del Generale
Praticare individualmente il canto, la musica, la danza può aiutare a sviluppare competenze in campo espressivo e comunicativo. Praticare le stesse forme d'arte creando collettivamente uno spettacolo teatrale ci restituisce uno spirito di comunità, la potenza dei linguaggi espressivi produce un senso comune di partecipazione e di crescita. Per giovani cantanti, musicisti, attori e danzatori, spendere la propria arte in momenti di condivisione, e non solo di spettacolo aiuta a conoscere nuovo pubblico e a trasmettere la passione per la propria arte fianco a fianco anziché uno di fronte all'altro.
Le Domeniche del Generale sono un appuntamento ricorrente, rivolto a chiunque abbia più di 8 anni, un percorso che si concluderà con la creazione di un grande spettacolo collettivo. Il confronto è innescato da un nucleo di giovani artisti ed educatori che preparano il terreno portando un tema, un testo, una traccia di lavoro per ogni disciplina così che tutti possano apprendere una base comune di come si canta, come si sta in scena, come si può usare il corpo e così sulla base di improvvisazioni e tentativi la proposta iniziale si plasma e si adatta al gruppo che la modella e la restituisce nella forma che prende domenica dopo domenica, con lo scopo per tutti di raggiungere quella condizione in cui ognuno, secondo le proprie possibilità, possa esprimersi e partecipare alla creazione.
A cosa servono i fondi
Il contributo servirà per far ripartire gli incontri dopo la chiusura e per sostenere tutte le spese straordinarie di produzione dello spettacolo, fino al nuovo debutto, previsto a settembre 2021. In particolare, la somma raccolta sarà investita nell’ arricchirlo di nuove forme espressive, che rilancino il progetto verso il futuro:
Una maestra di canto per i cori di scena;
Un percussionista per formare un ensemble di tamburi;
Tanta legna e un falegname per costruire una platea circolare;
I costi straordinari per realizzare le prove e lo spettacolo in ottemperanza alle vigenti norme sanitarie, per la sicurezza dei partecipanti e del pubblico.
La promozione per diffondere in lungo e in largo i frutti del nostro lavoro.
Oltre alle spese già presenti:
Il nucleo di animatori: educatori e artisti;
L'affitto di uno spazio abbastanza grande per tutti;
Il noleggio dei fari e dell'attrezzatura tecnica necessaria per lo spettacolo.
La nostra missione
Crediamo nel valore della comunità e del proprio territorio come dimensione di vita a misura d'uomo ideale per intrecciare relazioni e per scambiarsi stimoli per una crescita individuale e collettiva. Crediamo nella forza del teatro che permette il confronto e aiuta ad ampliare la coscienza di ognuno. Crediamo che i nuovi artisti possano costruirsi da sé uno spazio dove esibirsi e che per farlo sia necessario un confronto attivo con il pubblico.
In un territorio di periferia l'offerta culturale e quella aggregativa possono essere discontinue, inefficaci, soprattutto per i giovani che non sentendo un legame verso il posto dove vivono si allontanano, dalle persone e dalle realtà che altrimenti potrebbero renderlo più vitale.
Per questo ci impegniamo a dedicare un giorno di festa, una domenica ogni mese, per offrire a chi la vorrà cogliere l’opportunità di dare nuovo senso allo stare insieme, ai posti e alle persone che abbiamo vicine.
La nostra campagna #DacciUnaSpinta sta per terminare!
In quasi quaranta giorni abbiamo raccolto più di 4.400 euro grazie al contributo di oltre 120 sostenitori, superando le aspettative di tutti noi. Questa campagna rappresenta per il Teatro Solare una bella occasione di ripartenza e di slancio dopo la chiusura. C'è ancora tempo fino alle 15 del 24 Ottobre per raggiungere l'obiettivo, condividendo il link ad amici e parenti e donando su: www.eppela.com/dacciunaspinta
Grazie a tutti per il sostegno che ci avete dato fino a questo momento, è tempo di tornare in carreggiata.











